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Nella pratica astrologica, spesso ci si sente chiedere qual' è la gemma adatta ad un determinato segno.
Una risposta seria, secondo me, è cosa piuttosto complessa; infatti generalmente ci si riferisce solo alla posizione del Sole nel segno, ma una pietra "portafortuna" dovrebbe potenziare, aiutare, la parte critica, debole del nostro oroscopo, anche in relazione ai transiti del momento, ed in relazione alle difficoltà da affrontare in quel determinato periodo.
Ci si dovrebbe dunque rivolgere ad opere classiche che trattano l’argomento come il “Lapidario “ di Alfonso il Saggio o il "De occulta philosophia" di Cornelio Agrippa che per l’Occidente sono dei punti di riferimento.
Certo è che in ogni civiltà le associazioni tra i pianeti, i colori, le note, i profumi, le piante, gli animali, le gemme, segnano dei fili analogici che vanno dal più rarefatto al più denso; dunque le gemme, rappresentano la cristallizzazione purificata di una determinata idea – archetipica.
I materiali stessi, il tipo di cristallizzazione, per esempio, richiama la struttura ideologica del segno astrologico.
Andando nel concreto, per esempio la perla e la madreperla, sono le classiche associazioni con la Luna ed il segno del Cancro. In effetti sia la perla che la madreperla, si formano in ambiente acquatico, dalle ostriche, animali che sono sottoposti all’influenza delle fasi lunari.
Da un punto di vista mineralogico, se si considera valida l’assegnazione magico – alchemico – astrologica operata da Cornelio Agrippa, ho potuto notare una cosa curiosa: tutte le gemme associate con i pianeti hanno un sistema di cristallizzazione dimetrico, mentre quelle associate con il Sole hanno un sistema monometrico.
La differenza consiste nel fatto che i cristalli monometrici hanno una struttura estremamente regolare, simmetrica, nel cui interno esiste un punto che è equidistante da facce, spigoli e vertici opposti, tale che il cristallo monometrico può essere inscritto in una sfera; i suoi assi sono uguali e dunque i suoi spigoli presentano un’angolazione di 90° tra di loro. (Un esempio di questo tipo di cristallizzazione è il cubo).
I cristalli dimetrici presentano invece la caratteristica di avere gli assi di cristallizzazione diseguali: dunque si potrebbero inscrivere in un cilindro, inoltre all’interno di questo gruppo due distinzioni: in un caso questi assi formano tra di loro
angoli di 90° ( sistema trigonale ed esagonale , le cui forme tipiche sono prismi e piramidi a base triangolare ed esagonale), in un altro, gli assi giacenti sul piano orizzontale si trovano a 60° tra di loro e a 90° dal piano verticale.
Ora , se analizziamo pianeta e gemma associata possiamo avere un’idea più chiara di questo:
Sole : diamante (monometrico) topazio (monometrico)
Luna : Perla , madreperla ( si tratta di lamine parallele di carbonato di Calcio secrete dal mantello dell’animale e che contiene aragonite e/o calcite)
Venere : corallo rosa (come pianeta coinvolto nella riproduzione, è associato ad un organismo che cresce nell’acqua); smeraldo (dimetrico esagonale)
Marte : corallo rosso ( anche lui è un pianeta coinvolto nella riproduzione, però la sua natura più yang , fa preferire il colore primario). Rubino( corindone , sistema dimetrico trigonale), ametista e diaspro sanguigno (quarzi , sistema dimetrico trigonale)
Mercurio : pietre con due colori, perché è governatore di due segni mutevoli: Gemelli e Vergine come l’occhio di tigre, striato di giallo o l’occhio di falco o di gatto, striati di grigio; agata (quarzi che cristallizzano nel sistema dimetrico trigonale.
Giove : come governatore dei Pesci acquamarina (berillo sistema dimetrico trigonale) e turchese (fosfato idrato di alluminio e rame); come governatore del Sagittario: zaffiro (sistema dimetrico trigonale).
Saturno : onice (quarzo sistema dimetrico trigonale) corniola (quarzo, dimetrico trigonale).
Nella cultura vedica, le rocce sono considerate come creature che hanno un grado di coscienza nascente, in effetti anche le rocce hanno una sia pur lentissima evoluzione, vengono sottoposte infatti a pressioni, fusioni magmatiche, terremoti, emersioni, immersioni, nel corso delle ere geologiche. Tutto questo, genera delle caratteristiche peculiari che restano fissate nel cristallo.
In ogni cultura si fa riferimento ai famosi "sette saggi"; nella tradizione indiana essi prendono il nome di "rishi" erano coloro che, in cima alle montagne sacre, percepivano le vibrazioni dei pianeti e le cose ad essi connesse come la natura cioè l’appartenenza ad uno dei quattro elementi (fuoco, terra, aria o acqua ) il colore, le note, gli aromi, le piante, gli animali, gli organi del corpo e per l'appunto, le gemme.
Nell’antico ebraismo, i sacerdoti del tempio portavano a mo' di medaglione una piastra rettangolare chiamata "razionale" suddivisa in dodici settori al centro dei quali erano poste delle gemme che simbolicamente rappresentavano le dodici tribù d’Israele (e quindi i dodici segni zodiacali).
Un altro importante gioiello astrologico lo troviamo ancora oggi in India, usato nell’arte dell’adornarsi "alamkara", esso rappresenta quell’amore per una sintesi di pensiero tipica di questa cultura.
Si tratta del "navaratna" (nove pietre), composizione di forma circolare, ovale, romboidale, quadrata o in linea retta che ha una corrispondenza diretta con la configurazione del "navaragra" (corpi e fenomeni celesti).
Può essere un anello, un medaglione, un bracciale, una spilla, o l’ornamento di una scatola.
Fu indossata soprattutto dalle danzatrici sacre dei templi, come armilla, fino all'inizio di questo secolo, è comunque consuetudine degli artisti di oggi indossarne una sotto forma di anello o bracciale.
L’antichità di questa composizione d’oreficeria suggerisce il fatto che in India esistesse una visione eliocentrica del sistema planetario quando ancora in occidente si seguiva la teoria tolemaica (geocentrica), dunque molto prima della nascita di Copernico.
Dunque “nava – ratna” ( nove gemme) per "nava – ragha" (nove corpi e/o fenomeni celesti) che corrispondono ognuno ad una divinità ed a quel fenomeno inquietante che sono le eclissi.
Al centro sta il rubino per rappresentare il Sole (Surya), sopra il diamante per Venere ( Sukra) e sotto lo zaffiro per Saturno (Sani), a sinistra di chi guarda la perla per la Luna (Chandra), il corallo per Marte ( Mangala) ed un granato (o uno zircone) a rappresentare Rahu il Nodo lunare Nord, il drago che divora il Sole durante l’eclissi; a destra, invece, sempre partendo da sopra, lo smeraldo per Mercurio (Budha), il topazio per Giove ( Brhaspati) e l’occhio di tigre o di gatto per il Nodo lunare Sud e le comete (Rahu).
La sua filosofia, è quella di far convivere armonicamente le varie tendenze, un modo di portare addosso (e quindi entrare in contatto vibratorio) con le varie energie, attirandosi gli influssi benefici che possono arrivarci dal cielo; mettersi in contatto con le forze contrarie significa prenderne conoscenza, questo alternarsi di forze positive e negative, si connette con il principio dualistico che impernia tutto sull’alternanza sì/no , bene/male come se la scintilla di quello che esiste avesse bisogno, per essere attivata, del polo positivo e di quello negativo, portare addosso anche le pietre che "portano sfortuna" per esorcizzare il timore del futuro.
Bibliografia:
*Corallo italiano e gioiellieri indiani ; (K.B.) – dalla rivista “India” anno 1999 N° 1
Edito dall’Ambasciata dell’India in Roma
* “De occulta Philosophia”; Cornelio Agrippa – ed. Mediterranee
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